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Un’azienda ha successo quando può contare su collaboratori che hanno il cuore che batte all’unisono. Per la Urbani Tartufi questa è la ricetta principale del proprio successo: le emozioni, gli affetti ed i valori che abbracciano l’azienda, si ritrovano nelle parole dei dipendenti che, con orgoglio, portano alto nel mondo e nei propri cuori il nome Urbani.

“È con grande soddisfazione che abbiamo appreso direttamente da Cecilia Strada, Presidente di Emergency”, raccontano a più voci alcuni dipendenti, senza trattenere l’emozione, “che i prodotti che abbiamo donato per gli Spazi di Natale organizzati in molte città italiane, hanno permesso di raccogliere assieme al contributo di altre aziende che hanno aderito all’iniziativa oltre 1.200.000 euro. Questi fondi sono stati destinati al Programma Italia di Emergency e permetteranno a medici ed infermieri di continuare a curare gratuitamente il crescente numero di uomini, donne e bambini che anche in Italia si rivolgono ai centri dell’associazione”.

“Per noi è motivo di grande orgoglio aver contribuito con il nostro lavoro”, continuano i dipendenti, “a questi importanti progetti umanitari, sperando che l’esempio dimostrato dagli Urbani e dalle altre aziende venga seguito da molte altre persone, in un panorama internazionale che necessita sempre più dell’aiuto di tutti. Lavorare per un’azienda che permette tutto questo ci fa sentire fieri, sapendo che parte di quello che facciamo è devoluta, attraverso diversi canali, ai bisognosi e questo nutre il nostro spirito e rafforza i nostri legami”.

“Dal 1994 Emergency ha curato oltre 6.500.000 persone vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà”, spiega Olga Urbani. “Non amo parlare di beneficenza perché credo che chi ha la possibilità abbia anche il dovere di aiutare gli altri. Non ci trovo niente di cui vantarsi ma se può servire a dare l’esempio ben venga anche questa intervista. La cosa più importante della mia vita, quella che maggiormente mi dà soddisfazione, è donare agli altri quello che ho e crescere insieme a chi soffre perché chi sta male può insegnare molto. Non possiamo chiudere gli occhi per non vedere quanta sofferenza ci circonda, sarebbe ingiusto e imperdonabile. Ricordo una frase di San Gregorio Magno che racchiude in sé questo mio sentimento: dare ai bisognosi ciò che è loro necessario è restituire il dovuto, non dare del nostro. Si tratta di un debito di giustizia, non di un’opera di misericordia”.

Gli Urbani non sono nuovi a questo tipo di iniziative nonostante siano rare le occasioni in cui ne fanno menzione. Ricordiamo la Fondazione Giulio Loreti, voluta da Olga Urbani insieme al marito Sandro Loreti e la cognata Mariella Loreti, fondazione che ha attualmente all’attivo 180 dottori che aiutano chi necessiti di cure mediche, adulti e bambini. Un esempio di grandezza d’animo che va oltre il prestigio economico dell’azienda, un grande risultato che fa onore alla Urbani e a chi vorrà seguire i suoi passi.