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Fasi finali per il primo Culinary Contest indetto dalla Fondazione “Paolo Urbani” e dall’Università dei Sapori di Perugia. Il prossimo 8 aprile saranno decretati i vincitori del primo, secondo e terzo posto da una giuria composta da giornalisti, chef ed esperti gastronomi.

Paolo Urbani, per anni carismatica guida dell’Urbani Tartufi, tra i grandi insegnamenti che ha lasciato in eredità ai suoi successori ne aveva a cuore uno, uno slogan da lui coniato e recitato con l’orgoglio di chi ha fatto in modo che quelle parole divenissero realtà: “I tartufi nel mondo si chiamano Urbani”. Chissà come sarebbe stato fiero nel vedere l’azienda affermarsi in modo così imponente oltreoceano e nei restanti continenti. È proprio grazie all’impegno di uomini che, come lui, hanno creduto nell’azienda e nelle sue capacità di crescere e di diffondere la cultura del tartufo, che è stato possibile realizzare un evento mai visto prima. La gloria universale non ha mai sottratto niente all’estrema gentilezza del Cavaliere del Lavoro Paolo e dei suoi collaboratori, uomini e donne innamorati della propria terra e fieri di poter portare nel mondo un pezzo del loro cuore parlando un linguaggio conosciuto a tutti: quello dell’emozione.

Nasce da questo spirito il primo “Culinary Contest in memoria di Paolo Urbani”, ambizioso progetto di collaborazione internazionale tra l’Università dei Sapori di Perugia e la Urbani Tartufi, indetto da queste due grandi realtà e aperto lo scorso 12 ottobre ai migliori college statunitensi e canadesi. L’idea nasce da un’intuizione della prof.ssa Marilena Liccardo, subito appoggiata da Olga Urbani, sempre aperta a nuove iniziative culturali riguardanti il mondo del tartufo, e portata avanti dalla brand strategist dell’azienda Irene Gualfetti.

Il Contest ha visto la partecipazione di 50 squadre fra tutti i campus iscritti. Ogni squadra, composta da due studenti, ha dovuto preparare due piatti (chef’s tasting, dolce o salato, e un piatto principale main course) con l’obbligo di utilizzare il tartufo fresco come ingrediente principale. Le ricette proposte dalle squadre partecipanti dovevano essere sviluppate secondo principi di originalità, creatività e innovazione. I partecipanti si sono distinti per passione, originalità delle proposte, entusiasmo e tecnica. Ma alla fine solo 7 squadre, per un totale di 14 partecipanti, sono state selezionate come vincitrici delle borse di studio messe in palio dalla Fondazione Paolo Urbani. Il compito è stato particolarmente difficile. Tutte le schede tecniche delle ricette con relativi procedimenti e foto sono state vagliate da un team tecnico dell’Università dei Sapori.

I vincitori della prima fase saranno ospiti a Perugia della Fondazione “Paolo Urbani” dal 30 marzo al 9 aprile, ed avranno la fortuna di seguire un corso di formazione di due settimane in Umbria presso la sede dell’Università dei Sapori per diventare chef professionisti nel campo del tartufo. L’esperienza, unica nel suo genere, prevede anche una coinvolgente Truffle Experience presso la Urbani Tartufi (Truffle Safari, visita al Museo del Tartufo, visita dell’azienda e showcooking) che culminerà all’Accademia del Tartufo, la prima scuola di tartufo, dove chef specializzati tramandano la loro conoscenza dell’arte di cucinare tartufi.

Venerdì 8 aprile, invece, i ragazzi dovranno replicare all’Università dei Sapori i loro piatti che verranno selezionati ulteriormente da una giuria composta da giornalisti, chef ed esperti gastronomi fra cui il giornalista enogastronomico Bruno Petronilli, in veste di Presidente, Matteo Grandi, direttore responsabile di Piacere Magazine, membro del direttivo della scuola di giornalismo Radiotelevisivo Rai di Perugia e social media strategist, e Riccardo Boresti, Production Manager della Urbani Tartufi. La giuria valuterà i piatti e dovrà scegliere i primi tre classificati secondo un preciso e rigoroso schema di valutazione che terrà conto, fra le altre cose, del corretto uso degli ingredienti, della corretta esecuzione delle tecniche di realizzazione, della coerenza tematica e della presentazione dei piatti.

Il contest prevede anche l’assegnazione di un “premio speciale” per la ricetta in grado di sviluppare un prodotto commercializzabile che Urbani Tartufi potrebbe produrre con la garanzia che il nome degli studenti vincitori, cosi come quello del campus di provenienza, sarà presente sul packaging del prodotto commercializzato. Tutti i partecipanti che non hanno vinto, hanno comunque ricevuto dall’azienda Urbani una selezione di prodotti al tartufo e un ampio assortimento di materiale culturale.

“Il nostro intento”, dice Olga Urbani, “è quello di incoraggiare coloro che non sono riusciti a raggiungere la finale e far sì che serbino nei loro cuori un ricordo positivo di questa esperienza e non la vivano come una delusione. Vogliamo dir loro di continuare a credere nei propri sogni e lavorare duramente ogni giorno per raggiungerli, credendoci profondamente. Solo la paura di fallire può essere un ostacolo per chi desidera ardentemente ottenere un risultato. Accettare di dovere ogni tanto fare un passo indietro in questo percorso, è una capacità che solo i vincenti hanno. Sono fermamente convinta che una parte del talento delle persone sia quello di vedere le opportunità dove molti vedono un fallimento. Tutti i partecipanti al contest hanno avuto modo di confrontarsi con il Re della tavola, di conoscerlo e di approfondirne le nozioni, di accrescere il proprio bagaglio culturale. La nostra speranza è che continuino a crescere anche grazie a noi”. Di seguito il video della presentazione dell’evento: