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moliere

Il grande drammaturgo francese Molière, nella commedia “Il tartufo”,satira della società nobile francese del ‘600, racconta di un uomo egoista, un truffatore. Il paragone con il pregiato fungo ipogeo, nasce dalla constatazione che il tartufo, per crescere, “ruba” le sostanze vitali a tutti gli esseri che lo circondano, succhia linfa alle altre creature alle quali si avvinghia con la sua muffa biancastra, per ottenere un rapporto simbiotico che gli permetta di divenire, in circa 10 anni, quel diamante della terra che i buongustai conoscono. Il protagonista dell’opera è infatti l’emblema dell’ipocrita che vive sotto la maschera della devozione religiosa e dell’amicizia ma in realtà vuole approfittare della fiducia di un amico per trarne vantaggio e, in seguito, tradirlo.

Un tartufo, quello descritto da Molière, oscuro e malefico come tutte le creature che abitano il sottosuolo, come l’Inferno, come la Morte.

O forse è così che i tesori più preziosi, si celano a coloro che non hanno occhi per vedere oltre l’apparenza? Quante persone dal cuore immenso, ad un primo sguardo, appaiono chiuse e fredde? Quante maschere che il grande Pirandello si prese la briga di descrivere, indossiamo nel corso dell’esistenza?

Come il mare è fatto di onde e di grandi abissi, spesso basta tuffarsi un po’ in profondità per capire l’animo delle persone, scendere dove i raggi del sole non arrivano, dove la pace regna sovrana. È in questa atmosfera che cresce il tartufo, lentamente, entrando in simbiosi con l’albero che gli dà la vita. Una simbiosi sì, non un mero legame parassitario, un rapporto così profondo e di fiducia che difficilmente può essere rotto. La sopravvivenza del tartufo dipende da quella dell’albero, un rapporto che ritroviamo nelle storie d’amore più grandi che la letteratura ci ha proposto: non un tartufo perfido , quindi, ma un tartufo perdutamente innamorato del suo albero.

Quanti di noi dipendono sentimentalmente da altri? Quanti vivono per un ideale, per una missione? Persone che spesso hanno tanto dentro ma non trovano occhi che riescano a vedere il loro tesoro.

Come il tartufo, anche l’animo delle persone si svela solo a coloro che bramano conoscerlo intimamente e solo a loro riesce ad aprirsi in tutto il suo splendore sprigionando l’essenza più vera.

Come l’uomo rivela solo alcune parti di sé per attirare anime affini, così il tartufo, con il suo inebriante profumo, rivela agli altri metà del suo segreto, parte di un mondo che solo chi vorrà potrà scoprire.