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Si è conclusa da poco la decima stagione di “Don Matteo”, la serie televisiva italiana, prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, che dal 2000 allieta le famiglie italiane raccontando le vicende del prete detective Matteo Minelli-Bondini interpretato da Terence Hill, un personaggio amatissimo dal pubblico italiano che si ispira ad un altro grande ecclesiastico di successo,padre Brown di Gilbert Keith Chesterton.

Il protagonista don Matteo,un innato talento per le indagini e una profonda conoscenza dell’animo umano, è il parroco della chiesa di san Giovanni di Gubbio che, nella  nona stagione della fiction, si trasferisce a Spoleto.

Grazie all’amicizia e alla collaborazione con il maresciallo Nino Cecchini, interpretato da Nino Frassica, riesce a intrufolarsi nei casi dei Carabinieri, e li risolve grazie ad un indizio decisivo, che arriva molto spesso per intuizione innata.

La decima stagione, seconda girata a Spoleto, ha visto la partecipazione nell’ultima puntata, del Direttore Commerciale della Urbani Tartufi Pietro Borroni, un gesto con cui la Lux Vide ha voluto omaggiare un’amicizia che è nata tra le mura medievali di Spoleto, città famosa per il tartufo e per la presenza della Urbani tartufi, azienda leader del settore che detiene il 70% del mercato mondiale.

Urbani Tartufi, grande estimatrice della fiction con cui condivide i valori umani e sociali che vengono magistralmente riportati sui teleschermi di milioni di italiani, ha deciso di non essere sponsor ufficiale solo perché i temi trattati, di grande impatto sociale, sono lontani dal mondo delle eccellenze gastronomiche, dal mondo dell’alta cucina e del diamante della terra che l’azienda rappresenta. Quello che invece accomuna queste due realtà e ha portato alla nascita di una grande amicizia è l’attenzione a tematiche sempre più trascurate e a valori fondamentali che vogliono ispirare la società. Don Matteo è gentile e disponibile verso tutti e mostra una straordinaria capacità amorevole verso le persone coinvolte nel caso, anche nei confronti degli assassini. Un esempio da seguire, un invito all’amore in un mondo che spesso porta sugli schermi solo storie drammatiche, disgrazie e cronaca nera.

“Aver avuto l’opportunità di vivere il set di Don Matteo”, dice Pietro Borroni, Direttore Commerciale di Urbani Tartufi, “è stato un grande onore. Poter condividere le emozioni che questa partecipazione mi ha regalato, con personaggi televisivi di così grande spessore, nell’atmosfera della magica Spoleto, rimarrà sempre nel mio cuore. Sono rimasto colpito dal grande affiatamento e dalla serenità con cui il cast, il regista e i responsabili delle diverse aree della fiction, lavorano. Quello che viene riportato in tv, è lo specchio di ciò che anima la produzione: umanità, empatia, amicizia e grande spirito di collaborazione. Una grande famiglia, davvero. Ho sempre avuto la fortuna di poter lavorare con realtà importanti e quello che ho capito, con Urbani e, allo stesso modo, con la produzione di Don Matteo, è che per ottenere grandi risultati è fondamentale poter contare sulla forte coesione di chi lavora, con passione, per raggiungere obiettivi comuni, condivisi dai singoli e amplificati dal proprio entusiasmo”.