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Uno speciale filo sembra legare il tartufo a illustri personaggi della storia.

Talleyrand, ministro degli esteri di Napoleone, era grande estimatore dei tartufi che usava assieme alle donne come arma di diplomazia: ai suoi ricevimenti non mancavano mai ricette “al tartufo” ideate da Careme, uno dei più grandi chef della storia rappresentante della “haute cuisine” francese.

Anche nei grandi appuntamenti della storia questo alimento era presente: dal pranzo di conclusione del congresso di Vienna (1815 “croquettes d’esturgeon aux truffes”), al banchetto offerto nel 1896 dal presidente della Repubblica Francese allo Zar Nicola.

“Cattura più amici la mensa che la mente”, amava dire Camillo Benso Conte di Cavour che, oltre alla diplomazia, utilizzava spesso proprio il tartufo per tessere le sue trame ed ingraziarsi consensi.

Nella storia, il profumo dei nostri tartufi e il prestigio italiano che il “miracolo della terra” porta con sé, sono giunti ben oltre i confini dello Stivale: La prima di una lunga serie di autorevoli personalità ad essere omaggiata dell’italico tartufo bianco è stata la famosissima attrice americana Rita Hayworth nel lontano 1949, correva l’anno 1960 quando l’allora Presidente americano Harry Truman si vide recapitare da Giacomo Morra un’enorme trifola che lo lasciò letteralmente stupito e compiaciuto.

 

Pochi anni prima nel 1953 era stato Winston Churchill a ricevere il migliore esemplare della stagione e si dice che ne apprezzò particolarmente il profumo.

 

Non furono episodi isolati, da allora in poi l’appeal della trifola ha più volte oltrepassato l’oceano: non solo i Presidenti saranno insigniti del diamante della terra ma ogni anno verranno inviati preziosi tartufi a personaggi di rilievo internazionale della politica e dello spettacolo.

Solo per citarne alcuni: i presidenti americani John Kennedy e Ike Eisenhower, il capo del Cremlino Nikita Khrushchev, l’imperatore d’Etiopia Hailé Selassié, Gabriele D’Annunzio, Mikhail Gorbaciov, Papa Paolo VI, Papa Giovanni Paolo II, Alfred Hitckcok, Papa Giovanni Paolo II, Luciano Pavarotti, Anita Eckberg, Federico Fellini,Liz Taylor,Richard Burton, Soraya, Mata Hari, Marcel Proust,la Bella Otero,Alessandro Dumas,.

 

Il vero record, tornando indietro nel tempo, risale al 1668 quando ad Acqualagna vennero rinvenuti 2 tartufi da 13 e 18 kg, che furono poi donati al cardinale Flavio Chigi di Bologna dal legato pontificio di Urbino. La maggior parte dei personaggi premiati hanno sempre mostrato di gradire molto il gentile omaggio e di apprezzarne l’inconfondibile profumo, portabandiera del Made in Italy nel mondo.

 

Urbani tartufi, regina incontrastata del mondo del tartufo, detentrice del 70% del mercato mondiale, da sei generazioni protagonista della crescita esponenziale del prestigio italiano nel mondo con una storia che per oltre centocinquant’anni interseca le proprie pagine con la storia stessa del tartufo, è più volte balzata agli onori della cronaca per aver donato esemplari di altissimo livello a personalità di spicco che hanno ricevuto preziosi esemplari direttamente dalle mani di Urbani: il principe Filippo duca di Edimburgo, marito della Regina Elisabetta di Inghilterra, il presidente americano Nixon, Donald Reagan, Lady Diana, Claudia Cardinale,George W.Bush,Gerard Depardieu, Giuliano Gemma, Mohammed Al Fayed, Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Pippo Baudo… e molti altri.

 

Da un’idea di Bruno Urbani, Presidente di Urbani Tartufi, di Oscar Farinetti, patron di Eataly, il 10 novembre 2012 un tartufo da 1 chilogrammo (1,012 kg) di Acqualagna è stato regalato al presidente degli Stati Uniti Barack Obama per festeggiare la sua rielezione, un prestigioso omaggio che ha onorato il Presidente e sua moglie Michele, che ha avuto una risonanza mondiale.

 

Un gesto, quello di Urbani, che sta a significare quanto un miracolo della terra, tanto apprezzato nella storia, sia divenuto simbolo di prestigio, eleganza, la dimostrazione di quanto un frutto che impiega anni per regalarsi in tutto il suo splendore ai palati più esigenti, possa rappresentare oggi l’eccellenza gastronomica per antonomasia, grazie all’impegno di chi ha dedicato un’intera vita per valorizzarne le qualità.

 

“Un modo elegante per tenere alto il prestigio dell’Italia nel mondo”, dice Olga Urbani, owner/manager dell’Azienda, “un gesto che porta sotto i riflettori le potenzialità che la nostra terra riserva, potenzialità da valorizzare sempre più, tesoro antico, presente e futuro delle eccellenze italiane che Urbani è fiera di portare nel mondo con la passione che da sempre contraddistingue la nostra grande famiglia.

Niente nel suo genere si erge ad emblema dell’eccellenza come il tartufo, un prodotto che vanta una connotazione “luxury” al pari dei diamanti, dei vini di più alto livello e questo sembra impossibile se pensiamo che fino a qualche secolo fa era apprezzato da pochi intenditori ed ignorato, se non evitato come frutto degli inferi, dai più.

Un grande riconoscimento va a mio nonno Carlo Urbani, che fu il primo a portare il nostro diamante della terra oltreoceano ed a far conoscere i metodi per esprimere tutte le qualità, le sensazioni e le emozioni che questo fungo ipogeo può regalare. E’ stato subito un grande successo, la diffusione del tartufo tra i gourmet più famosi ha seguito di pari passo la crescita della nostra azienda, ha scritto con noi la storia del tartufo ed il suo elevarsi a rango dell’eccellenza gastronomica mondiale, facendo sì che rappresentasse un regalo di immenso prestigio per chi ha avuto l’onore di riceverne un esemplare. Il nostro lavoro prosegue oggi sugli stessi binari costruiti dai nostri avi, fieri di rappresentare il tartufo nel Mondo, fieri del nome Urbani che scorre nelle nostre vene. “Urbani nel mondo significa tartufo”, amava dire mio padre, Cav.del lavoro Paolo Urbani. Questo è vero ieri,  è vero oggi e, guardando il lavoro che stanno portando avanti i miei figli e la passione che già dimostra la mia nipotina Ginevra, figlia di Giammarco e Paola Urbani, che piange quando deve lasciare l’azienda per tornare a casa, posso affermare con certezza, che lo sarà anche domani”.