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“Hai scritto la mia vita con il tuo nome”

  Tua figlia Olga

                                                                                                           

paolo urbani

Riviviamo attraverso un articolo del 2010 del THE WALL STREET JOURNAL, a pochi mesi dalla scomparsa di Paolo Urbani, la vita e l’opera del Re del Tartufo

Da una roccaforte in una lontana valle umbra, Paolo Urbani ha creato l’ impero mondiale del tartufo.

Paolo Urbani, che ci ha lasciato il 17 giugno 2010 a 78 anni, in Italia era conosciuto come il “Re del Tartufo” . L’azienda di famiglia, la Urbani Tartufi, che ha guidato con il fratello Bruno, detiene il 70% del mercato mondiale del tartufo, sia bianco che nero.

“E’ stato il primo commerciante di tartufo più grande in Europa,” ha dichiarato Alessandra Zambonelli, presidente della dell’Unione Micologica Italiana presso l’Università di Bologna. “Urbani è stata la prima azienda a far conoscere i tartufi italiani al resto del mondo.”

Ambiti funghi ipogei che crescono sulle radici di querce e altri alberi, i tartufi hanno una storia culinaria che risale all’epoca classica. Lo scrittore francese Brillat-Savarin, esperto di eccellenze culinarie, li ha definiti i “diamanti della cucina”.

Gli antenati di Paolo Urbani fondarono l’azienda nella metà del XIX secolo. L’aumento dei viaggi aerei permise poi di espandere le vendite di tartufi, alimenti altamente deperibili, in tutto il mondo.

La domanda di tartufo a New York divenne così alta che gli Urbani inviavano ragazzi in Vespa presso l’aeroporto Kennedy di New York per ritirare i tartufi freschi e consegnarli ai ristoranti di lusso della città. I prezzi negli ultimi anni hanno superato $ 3.000 libbra (circa 6000 euro al kg) per il tartufo bianco di prima qualità.

Una rete di acquirenti in tutta Italia ha permesso all’azienda di essere sempre ben fornita di tartufo e, conoscendo in anticipo le mosse dei concorrenti, ha potuto agire indisturbata, ricoprendo il Mondo di tartufo.

Gli alberi produttivi sono tenuti segreti, e non è raro che in questo mondo, i cercatori di tartufo avvelenino i cani dei rivali, per questo è necessario avere sempre più informazioni possibili sui concorrenti.

“Sappiamo tutto di tutti”, ha detto Paolo Urbani a “The Wall Street Journal” nel 1984.

Negli ultimi anni, l’azienda ha incrementato sempre più la tecnologia.

“Alle nove ogni giorno mio padre sa quanti tartufi sono stati trovati in Francia, Italia e Spagna, qual è il prezzo richiesto, quanto stanno offrendo i concorrenti,” ha dichiarato Olga, la figlia di Paolo Urbani, a Reuters nel 1997 . “A quel punto imposta il prezzo, che cerca di mantenere il più basso possibile.”

La stessa caccia al tartufo si è evoluta. I cani hanno sostituito i maiali perché ai maiali piace il tartufo tanto quanto alle persone. I vecchi tartufai, noti come cavatori, o estrattori, potrebbero essere riconosciuti dalle dita che hanno perso cacciando tartufi con i maiali.

Ma far ancora dipendere le scorte di tartufo da cavatori e cani rende la consegna inaffidabile, così il signor Urbani decise di investire nella coltivazione del tartufo, molto ottimista sulle sue prospettive.

“I miei alberi sono in grado di fornire una vita migliore per l’agricoltore del centro Italia”, ha detto nell’intervista al Journal del 1984. “I problemi delle zone montane depresse, di persone che lasciano le loro zone per cercare lavoro nelle città, sono finiti.”

Oggi, oltre la metà della produzione annuale in Italia del tartufo nero è coltivato, ha confermato la signora Zambonelli. Ma i pregiatissimi tartufi bianchi devono essere ancora raccolti alla vecchia maniera.

Paolo Urbani ha anche introdotto nuove linee di prodotti: olio al tartufo, salse al tartufo, funghi secchi, e specifici strumenti per affettare i tartufi sulla pasta o altri piatti.

Nel 1996, il signor Urbani è stato investito da parte del governo italiano del titolo di Cavaliere del Lavoro per i grandi risultati nel mondo dell’agricoltura e dell’industria.

Sua figlia Olga è un alto dirigente della Urbani Tartufi e l’indubbia erede di Paolo.