torna indietro

Ringraziamo “Repubblica” per questa importante iniziativa che porta in primo piano le aziende di una Terra che, nonostante la devastazione del terremoto, ha da subito rialzato la testa facendo leva sulle proprie ricchezze, quelle materie prime che portano alta la bandiera del made in Italy nel mondo, quei prodotti che ora, più che mai, divengono un trampolino di “rilancio” per chi ha subito ingenti perdite ed ha voglia di riprendere in mano la propria vita.
Abbiamo visto da vicino il dolore dei nostri dipendenti e la fierezza che li ha portati a non mollare, a non abbandonare la propria terra, quella forza che ha tratto energia dal dolore, nell’unione di una grande famiglia quale sentiamo di essere. Immensamente commossi ed orgogliosi di loro, si’ perche’ loro sono pezzi di noi, della Urbani Tartufi, fratelli in un’unica missione, che hanno saputo trasformare il dolore in rivincita. Grazie anche al nostro tartufo, che ha reso questa rivincita possibile: la nostra terra ha tutto quello che serve per rialzarsi, e Repubblica ha avuto la sensibilità di puntare SU DI NOI, sulle nostre risorse, comprendendo che il più grande aiuto si puo’ solo trarre da quanto ci appartiene, da quello per cui abbiamo sempre lottato duramente, le origini, la terra, la nostra identita’ che non ci verra’ cambiata. Un grazie di cuore da tutta la Urbani Tartufi agli autori Novella Spano’, Hector Loesser, la produzione Tità e Repubblica Sapori, il nuovo portale dedicato al food che ha accolto questa fantastica idea .
Che il nuovo anno sia l’inizio di una grande rinascita!

Di seguito una parte dell’articolo tratto da Repubblica: Olga Urbani

 

Il sesto episodio ci porta a Sant’Anatolia di Narco, nel cuore della Valnerina. Questa volta non vi raccontiamo dell’ennesima azienda messa in ginocchio dal terremoto. Questa volta vi raccontiamo di come un’azienda florida e radicata sul territorio abbia voluto darsi da fare per dare una mano concreta. Protagonista di questa storia Olga Urbani, a capo della Urbani Tartufi insieme allo zio Bruno, ai cugini Carlo e Gianmarco e ai figli Luca e Francesco. Un’azienda fondata nel 1852 e che esporta in tutto il mondo i preziosi e delicati gioielli della Valnerina, i tartufi neri.
Il terremoto non ha toccato questa pacifica e silenziosa valle in cui si trova la Urbani Tartufi ma le vite di molti dipendenti dell’azienda rimasti senza casa. Ognuno di loro ha continuato a tenere duro e si è presentato a lavoro come sempre. Ce lo racconta Olga con dolcezza e partecipazione emotiva e di come immediatamente si sia mossa per allestire delle case per le famiglie prontamente rifiutate dagli stessi dipendenti che non volevano abbandonare i luoghi d’origine. Si è’ deciso allora di cercare dei camper affinché tutti potessero restare lì’dove erano le loro abitazioni. È’ questo che ci piace di questa storia, la capacità di un’azienda sana di saper dare, di essere responsabile, di curare e avere a cuore un territorio e la gente che a quel territorio non vuole e non deve rinunciare.

Clicca QUI per l’articolo completo.