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Dominique Dunglas, famoso giornalista del settimanale francese Le Point, pubblicazione tra le più seguite in Francia, con milioni di lettori e consensi internazionali, ha intervistato per questo numero, la proprietaria con la famiglia della Urbani Tartufi, Olga Urbani e lo zio, il Patron Bruno Urbani.

Ben cinque pagine di immagini, racconti e …poesia.

La scrittura di Dunglas accompagna il lettore attraverso la storia della famiglia del tartufo più importante al mondo: la Urbani, sei generazioni che hanno scritto, scrivono e continueranno a scrivere la storia del diamante della Terra.

Racconta dell’inizio di questa splendida avventura, nel 1852, quando Costantino Urbani, un imprenditore dall’abile fiuto non solo per i tartufi, iniziò a vendere il prezioso tartufo in Umbria e piano piano anche fuori regione riuscendo in breve tempo a conquistare la Francia, la Svizzera e la Germania. Grazie all’invenzione di un nuovo sistema di conservazione dei tartufi nella latta senza l’utilizzo della colla, Costantino Urbani riscosse grande successo tanto che, nel 1930, la generazione successiva, si spinse fino in America dove il tartufo non solo non era conosciuto, ma era anche scambiato, come raccontano lettere degli Urbani del tempo, per cioccolata o gelato.

Solo con la quarta generazione, con il Cavaliere del Lavoro Paolo Urbani ed il fratello Bruno, il successo ha raggiunto livelli incredibili tanto da conquistare a pieno titolo l’America ed i ristoranti stellati di oltreoceano. Il lavoro immenso di Paolo Urbani, che ci ha lasciato nel 2010, viene oggi seguito egregiamente dalla figlia Olga, dai nipoti Giammarco e Carlo, dai nipoti Francesco e Luca e dalla piccola nipotina Ginevra. A Scheggino, in Umbria, sede storica della Urbani Tartufi, è stato instituito un Museo del Tartufo che racconta le gesta della famiglia Urbani e dove il ricordo di Paolo è vivo e circondato da un’aura di grande affetto. “Urbani nel mondo vuol dire tartufo”, amava ripetere il Cav.Paolo Urbani, e grazie a lui questo sogno è divenuto realtà.

Oggi la Urbani tartufi è l’azienda leader mondiale del settore detenendo il 70% del mercato mondiale, con 60milioni di fatturato annuo, 300 impiegati, export in cinque continenti in tempi che vanno dalle 24 alle massimo 36 ore per garantire la freschezza del prodotto, oltre 600 prodotti al tartufo, un nuovo settore dei funghi in rapida ascesa e una rete di cavatori che supera le 30mila unità.

Dunglas trasferisce quindi il racconto all’interno dell’azienda Urbani a Scheggino e riesce ad immergere il lettore nel profumo del diamante della terra più apprezzato al mondo. Un profumo così intenso che, racconta al giornalista Olga Urbani, nella sede americana, vicina a Columbus Circle, per evitare che il profumo invadesse la strada, sono stati installati speciali condotti di aerazione simili a quelli utilizzati dalla NASA.

Il racconto prosegue nelle verdi valli italiane alla ricerca di tartufi e racconta il magico rapporto che esiste tra il cacciatore di tartufo e il suo cane, una comunione di emozioni che solamente chi ha provato in prima persona può comprendere a fondo. Trovare un tartufo è sempre una grande emozione che può diventare immensa se il suo peso è rilevante: sotto 100 gr è già un risultato , 500 gr eccezionale, più di un kilo è paragonabile al Santo Graal.

Emozioni che non sono confinate al lavoro ma appartengono ad una vita intera, la passione per i tartufi appartiene agli Urbani da sempre, è vita, è nel sangue, è qualcosa di immenso.
Bellissimi alcuni aneddoti che vengono raccontati nell’articolo. In uno di questi Bruno Urbani, ricorda una fiera in cui aveva acquistato ben 1800 chili di tartufi, tutti i camion erano pieni, quando arrivò un venditore con circa 400 kg di tartufo disponibile. Come da regola, decise immediatamente di acquistare anche quel carico di tartufi ma, non sapendo dove depositarli, decise di metterli in cesti di vimini e li appoggiò momentaneamente sul bordo della strada. Improvvisamente un camion, senza accorgersene, passò e schiacciò tutti i tartufi. Un racconto che oggi strappa una risata ma in quell’occasione non credo fece ridere nessuno.

Il tartufo infatti è talmente prezioso che viene trattato con estrema cura e lavorato nel più breve tempo possibile per conservarne tutte le caratteristiche organolettiche. La richiesta è altissima. Per quanto riguarda il tartufo bianco, nel 2017, la richiesta ha superato addirittura l’offerta.

Urbani ha i migliori clienti di tartufo al mondo tanto che ogni volta che viene cavato un tartufo che supera il kilogrammo, viene subito avvisata l’azienda per permetterne la vendita. Tra i personaggi di spicco ai quali vengono regolarmente consegnati i tartufi Urbani non possiamo dimenticare i Presidenti americani e personalità importanti del jet-set internazionale del quale Olga Urbani è protagonista indiscussa.
Sul finale, l’autore si sofferma sulla nuova grandissima novità di Urbani Tartufi: Truffleland, la vendita a privati di piante micorrizate per la coltivazione dei tartufi con una metodologia rivoluzionaria. Chiunque abbia un terreno coltivabile adatto alla tartuficoltura, potrà richiederle, esperti agronomi valuteranno il terreno e, se idoneo, una volta piantate all’esterno per cinque anni assorbendo tutto il nutrimento della madre terra, cresceranno e regaleranno quel miracolo della natura che è il tartufo.
Una volta raccolti, i tartufi verranno ritirati ogni anno da Urbani Tartufi e immediatamente pagati al prezzo corrente di mercato.
Un modo di coltivare il tartufo che rivoluzionerà l’agricoltura del futuro!

Un articolo che emoziona, che fa riflettere, che insegna a scegliere i tartufi migliori e che sta riscuotendo un grandissimo e graditissimo successo!

Grazie a Dominique Dunglas per la passione e la competenza con la quale ha saputo raccontare la nostra storia!