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«Tutto è iniziato quel giorno di sette anni fa», racconta Daniele D’Agostino, «quando mi presentai alla sede di Scheggino della Urbani con un paio di progetti fotografici e la speranza di poter essere ricevuto. Ero molto emozionato, dire Urbani Tartufi significa toccare i livelli più alti del “luxury food” internazionale, un nome che solo a pronunciarlo mi metteva ansia. Venni ricevuto in un clima molto familiare, tutto era luminosissimo, di un’eleganza incredibile, ogni particolare curato nel dettaglio. Ad un certo punto venni accompagnato nell’ufficio di uno dei proprietari, Olga Urbani. Bastò un sorriso per capire che mi trovavo davanti non solo ad un grande esempio di manager ma anche ad una donna con una sensibilità ed un cuore che si tocca con mano. Dopo pochi minuti stavamo parlando di progetti, di idee, di immagini e da subito abbiamo trovato una sintonia incredibile che mi ha portato, oggi, a vincere un concorso fotografico internazionale, con le immagini realizzate proprio all’Accademia del Tartufo, seguendo un progetto concordato insieme».

LE IMMAGINI VINCITRICI DEL CONSTEST INTERNAZIONALE

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Ed è così, come ci raccontano le sue parole, che è iniziata l’avventura di Daniele, fotografo food oggi molto noto. Un ‘avventura che lo ha portato, sulle ali della fiducia che l’azienda gli ha conferito, fino oltreoceano, per filmare le fiere internazionali più importanti a cui partecipa Urbani Tartufi, per collaborare con le sedi americane per la produzione di immagini pubblicitarie, cataloghi, video in famosissimi ristoranti stellati, poter “mettere su pellicola” e immortalare per sempre tutti gli eventi, tra cui Annual Party con crociera sull’Hannover, intorno alla statua della Libertà sul fantastico yacht dove si svolge uno dei party più “chic” di New York. Un’avventura proseguita in Italia dove l’azienda lo ha voluto con sé per Expo, Fico, concorsi internazionali e tantissimi importanti eventi. E’ sua la realizzazione del video aziendale che ha fatto il giro di tutti e cinque i continenti. Gli Urbani, se trovano professionalità, non ti lasciano mai.

Un sogno che grazie ad Urbani è divenuto realtà, una fiducia che ha portato Daniele a crescere tantissimo, ad esplorare sempre nuove possibilità e che, grazie alla comunione d’intenti, ha a sua volta aiutato a far crescere l’immagine dell’azienda.

Un rapporto che va oltre il lavoro perché alla Urbani è così. «Ho capito perché la chiamano “la Grande famiglia del tartufo”», racconta Daniele, «non solo perché è una famiglia che da sei generazioni porta avanti il nome del tartufo del mondo, ma perché lavorare per loro è come stare in famiglia. Ricordo un giorno che ero in sede per un lavoro, era il mio compleanno ma ero sicuro che nessuno lo sapesse. Ad un certo punto arrivarono tutti, anche il Patron Bruno Urbani ed i suoi due figli Giammarco e Carlo, con una torta bellissima che rappresentava una macchina fotografica e gli auguri… E’ stato bellissimo! Come fai a non sentirti a casa? E quando vieni trattato così, quando percepisci affetto vero intorno a te, cresce la voglia di fare sempre meglio, di riuscire a superare i tuoi limiti E sei stimolato a dare di più. Con Urbani sono cresciuto e progredito non solo a livello professionale ma anche personale, il cuore ed il cervello hanno imparato sempre più a lavorare insieme permettendo alla coscienza di espandersi e di riuscire sempre a stupirli”.

«Daniele è un uomo dal cuore grande», racconta Olga Urbani, «quando l’ho conosciuto era ancora un ragazzo, me lo presentò Nazzareno Miele,un altro ragazzino che mandammo alla Urbani di New York, anche lui un po’ spaesato, pensate che invece oggi è diventato uno dei nostri migliori manager. Daniele?», Olga sorride, «…mi accorsi subito delle capacità che aveva e decisi di fidarmi di lui nonostante la giovane età e l’acerba esperienza. Nel mio lavoro ho imparato che esistono strategie, che occorre un bagaglio tecnico importante per operare le scelte giuste, ma ho anche capito che le risposte più importanti te le dà il cuore. Osservando per anni mio padre, ho imparato a fidarmi dell’intuito e, davanti a questo ragazzo, ho subito sentito che insieme avremmo potuto fare grandi cose. Non mi sono sbagliata. Ci ha messo l’anima in ogni suo scatto, in ogni sua ripresa, ed i messaggi che abbiamo condiviso con il nostro pubblico, hanno sempre fatto centro. Le immagini che crea parlano per lui, anche se non abbiamo mai avuto bisogno di tante parole, bastava un cenno»

Adriano Olivetti, uno tra i primi ad intendere l’azienda imprescindibile dal suo territorio, portò avanti una strenua modernizzazione del fare impresa, sia dal punto di vista architettonico che sociale :“La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica”.
E gli Urbani hanno guardato alla propria azienda con lo stesso spirito, sempre attenti prima di tutto ai dipendenti.

Un pensiero ormai famoso di Olga Urbani ripreso da giornalisti, storici e tanti scrittori è quello che esprime parlando dei propri dipendenti: “Questi uomini sapranno sempre che, grazie agli Urbani, sono diventati parte integrante di una realtà piena di successo e di fascino, che aleggia da secoli intorno al tartufo. In concreto la funzione sociale di tutta l’azienda è proprio quella di aver dato ad una fitta schiera di persone non solo un contratto economico, ma soprattutto una risposta morale ed affettiva ai loro problemi ed alle loro incertezze, la personificazione della dignità professionale ed umana del lavoro”.

Il prestigio di Urbani è quindi il risultato di un grande lavoro di squadra tra i componenti della famiglia, con il comune denominatore della passione, dell’amore per il proprio lavoro, un sentimento che tutti gli Urbani hanno saputo trasmettere ai propri dipendenti ed ai collaboratori, orgogliosi di poter contribuire attivamente alla crescita dell’azienda che sentono come la loro e che la vivono emotivamente.
Emozioni che anche Daniele ha fatto sue e che ha saputo trasmettere nei propri scatti e nei propri video, emozioni che oggi hanno portato ad un risultato importante che corona un sogno iniziato quel giorno di primavera a Scheggino e proseguito in tutto il mondo.

Daniele ci dice: «E’ un punto di partenza per me questo premio, mai d’arrivo. E’ così che si conquista la vita».