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L’Istituto LUCE, fu creato a Roma, dove ancora risiede, nel 1924. E’ la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico e informativo del mondo. Il suo intento iniziale fu quello di sviluppare l’educazione della popolazione italiana, allora in larga parte analfabeta, attraverso le immagini (da qui l’acronimo LUCE, che significa L’Unione Cinematografica Educativa), in seguito è divenuto uno dei centri di diffusione e produzione di film e documentari destinati alle sale cinematografiche.

Nel video di apertura dell’articolo, grande documento storico del prestigio da sempre riconosciuto al tartufo, è documentata la Sagra del tartufo nero di Norcia del 1953, inaugurata dal futuro Presidente del Consiglio Amintore Fanfani. Tra i monti umbri, i cavatori, muniti degli attrezzi da lavoro e dagli inseparabili cani, sono a caccia di tartufi neri. Alcuni cavatori utilizzano ancora i maiali, primo animale impiegato nella ricerca del prezioso tartufo, in seguito sostituito con il cane a causa della troppa voracità del suino che, troppo spesso, trasformava il pregiato diamante nero in un caro spuntino. La dedizione e l’amore per il spregiato fungo ipogeo, ricordiamo infatti che il tartufo non è un tubero come molti scrivono, è dimostrata anche dalla festa che gli viene dedicata: carri allegorici che sfilano in onore del Nero di Norcia, persone in festa, euforia generale.

«Ricordo i racconti di mio padre Paolo”, racconta con commozione Olga Urbani, “mi diceva che ogni anno era una festa, il profumo di tartufo inebriava i presenti e si diffondeva in tutte le viuzze di Norcia dove le donne cucinavano, per l‘occasione, tagliatelle, stracciate e altre ricette al tartufo. I cavatori rientravano stanchi ma felici mostrando con orgoglio i risultati della propria “caccia”, sempre a fianco dei propri cani o maiali. I protagonisti della giornata facevano poi visita alla nostra azienda, si intrattenevano con la famiglia Urbani e, spesso, nascevano importanti collaborazioni e progetti per investire sul tartufo e sul futuro del nostro paese, “paese” che inizialmente era inteso come “Territorio della Valnerina” poi, più in generale, come “Umbria” ed in seguito, con sempre maggiore respiro, come “Italia” e “Eccellenza del Made in Italy nel mondo”. Di tempo ne è passato tanto e, di anno in anno, le sagre di paese si sono trasformiate in mostre-mercato internazionali raggiungendo un numero sempre maggiore di persone. Ciò che non è cambiato è la passione che, da sempre, ci contraddistingue».

 

La famiglia Urbani iniziò la sua avventura sei generazioni fa, grazie al talento di un cavatore di tartufi con un “fiuto” non solo per i pregiati diamanti della terra ma anche per gli affari. Nel Museo del tartufo Urbani di Scheggino dedicato al Cav. del Lavoro Paolo Urbani, è racchiuso questo racconto che, per lunghe pagine,  intreccia e sovrappone la storia della famiglia Urbani con la storia stessa del tartufo. Tutto iniziò con una scoperta tutta italiana, marchiata a fuoco Urbani: un nuovo modo di conservare il tartufo, una conservazione “ad hoc” che superava e rendeva obsoleti i metodi francesi in voga fino ad allora. E fu così che un semplice cavatore, iniziò quel percorso che ha reso internazionale l’eccellenza umbra puntando addirittura Oltreoceano, impresa riuscita alla generazione immediatamente successiva, quella di Carlo Urbani.

«Mio nonno Carlo Urbani era un visionario, uno di coloro che cambiano la storia», racconta Giammarco Urbani, «E’ con grande orgoglio e responsabilità che porto il suo cognome ed è con grande dedizione e passione che, proseguendo il lavoro di mio zio Paolo e di mio padre Bruno, attuale Presidente del Gruppo, mi dedico insieme a mia cugina Olga, a mia moglie Paola, a mio fratello Carlo ed ai miei nipoti Luca e Francesco, a proseguire il sogno dei miei antenati. Non ci siamo fermati all’America, adesso siamo in ogni continente e, come già diceva mio padre, Urbani nel Mondo vuol dire tartufo. Innovazione, ricerca, biologico, tecnologia, cultura, risorse umane: sono questi gli ingredienti che fanno della nostra azienda la leader mondiale del tartufo. È fantastico percepire come dietro ad una pagina web, ad un e-shop, ad una cialda monodose o uno stick di tartufo per sushi, possa esserci la scintilla geniale di un uomo come Carlo Urbani, che durante i primi anni del ‘900 aveva forse già immaginato tutto questo riuscendo a fare del tartufo non solo un prodotto dal pregio indiscutibile ma un modus vivendi, un esempio di come sia possibile rendere sempre attuale, nuovo e inimitabile un prodotto che la generosa natura continua a donarci da millenni»

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E da quel giorno del 1949 a New York o del 1953 a Norcia, Urbani non si è mai stancata di portare avanti la sua visione del tartufo e di impegnarsi per l’affermazione di questo prodotto tra le eccellenze mondiali, orgoglio tutto italiano. Tante le fiere a cui partecipa: il “Sial” di Parigi, “Tuttofood” a Milano, “Cibus” a Parma, “Fancy Food” di New York e di San Francisco, “Alimentaria” di Barcellona, “Sirha” di Lione e “Sigep” di Rimini oltre che in concomitanza di importanti eventi culinari nazionali e internazionali.

 

 [nella foto: Ginevra Urbani, figlia di Giammarco e Paola Urbani]

 

E la storia continua…la sesta generazione sta già studiando!