Il tartufo è un fungo ipogeo e, come tutti i funghi, ha un corpo vegetativo rappresentato da una muffa bianca e biancastra. La muffa è un agglomerato di sostanze vegetali e vive nascosta nel terreno. Essa si espande e si attacca lentamente alle piccole radici di varie piante e, con esse, dà vita ad un tipo particolarissimo di simbiosi. È da questa unione che si forma il tartufo.

La muffa produce le spore ed esse si riproducono aggrovigliandosi alle radici delle piante, alle quali il tartufo ruba tutte le sostanze nutritive. Anche la più vigorosa delle querce nasce da una piccolissima ghianda. Eppure, quando la quercia diventa grande, sembra quasi che non possa più essere attaccata da niente ma, in natura, le cose non sono così.

E il tartufo è un ladro, succhia la vita degli altri per accrescere la sua bellezza ed il suo fascino. Non a caso la commedia di Molière s’intitola così e parla di un truffatore, di un ipocrita: il tartufo non svela la sua vera identità, se non a chi vuole conoscerlo intimamente. Il tartufo è così, si forma in sordina dalle sue muffe biancastre per poi dipendere sempre da qualcuno. Nasce di nascosto nel buio silenzioso della terra ed è una gran fatica farsi spazio nella durezza tra i sassi. Il tartufo, il cibo più prestigioso del mondo, una cosa rara davvero preziosa il cui fascino non avrà mai fine.