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Una novità assoluta della gastronomia italiana ideata da una delle menti più creative della ristorazione italiana, lo chef Nino Cannavale, già famoso nel mondo del pregiato fungo ipogeo per aver ideato il Semifreddo al Tartufo Bianco, apprezzatissimo da chi lo ha assaggiato. Una ricetta che esalta i prodotti del nostro territorio, le eccellenze italiane: tagliolini di grano antico biologico conditi con il tartufo e adagiati su di un panino privato della mollica e insaporito con formaggio di capra fuso.

Un panino che verrà proposto nei più importanti bistrot d’Italia: nei principali aeroporti, alla stazione Termini di Roma, presso la Galleria Amadori a Milano ed in molti altri. Il panino si chiamerà “Panino di Olga Urbani”, un omaggio alla regina mondiale del tartufo, una delle donne manager più importanti sul panorama internazionale, proprietaria con la famiglia dell’azienda leader mondiale del settore con circa il 70% del mercato mondiale. Per realizzare questo panino, lo chef Cannavale ha utilizzato un nuovo prodotto di Urbani Tartufi: le cialde al tartufo surgelate. Tartufo freschissimo surgelato e pronto all’uso creato appositamente per la ristorazione, un modo per avere sempre tartufo fresco a disposizione durante l’anno e regalare magia ad ogni creazione.

Questo nuovo prodotto è il risultato di un progetto che Franco Montemaggiore, Responsabile Divisione Funghi di Urbani Tartufi, sta portando avanti, insieme a Nino Cannavale: la ricerca di nuovi prodotti esclusivi e sfiziosità al tartufo che non esistono ancora nel mondo della ristorazione. Abbiamo visto il successo che il semifreddo sta avendo “all around the world” e le novità non sono finite, tanti nuovi prodotti sono in va di sviluppo per far sì che il prestigio del tartufo, come è nella filosofia di Urbani da sei generazioni, riesca a creare importanti connubi tra innovazione e tradizione per portare eccellenza e qualità in ogni nuova proposta.

“È un grande onore”, dice Olga Urbani “ricevere questo regalo da Nino, un grande chef ed un grande amico. La sua dedizione e il suo grande rispetto per le eccellenze del nostro Paese sono un motore importante per il Made in Italy. In un Paese sempre più invaso da prodotti di scarsa qualità, proporre un panino che punta su prodotti nostrani è un esempio per tutti coloro che lavorano nella ristorazione ed una speranza per le nuove generazioni. Il fatto che lo abbia chiamato con il mio nome mi riempie di gioia e di responsabilità, sapere di rappresentare il mondo del tartufo mi rende orgogliosa dei grandi passi che in questo settore hanno fatto i miei genitori, i miei nonni e i miei bisnonni, un’eredità che spero di saper rappresentare al meglio con tanta dedizione, passione e vero amore”.