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Sono passate poche settimane da quando vi abbiamo annunciato una novità assoluta nella gastronomia italiana ideata dallo chef Nino Cannavale e Franco Montemaggiore, Responsabile Divisione Urbani Funghi, ossia un panino particolare con all’interno tagliolini al vero tartufo chiamato Panino di Olga Urbani, in onore della regina del tartufo. Lo street food al tartufo si sta facendo largo nell’azienda Urbani che sta portando avanti l’idea di adottare materie prime di qualità ad ogni livello, anche per un pranzo veloce e sfizioso.

Anche oltreoceano, dove Urbani Truffles sta seguendo la scia della casa madre umbra, sta spopolando un nuovo hamburger al tartufo nero pregiato, un nuovo incredibile prodotto realizzato grazie alla partnership con Pat La Frieda, la più grande realtà americana del settore carne. Leggiamo nell’articolo seguente, tradotto dal famoso blog americano “I JUST WANT TO EAT”, l’esperienza del “truffle burger” avuta da un loro redattore presso il TruffleLab di New York:

«Aperto fin dal 1852, Urbani Tartufi è un azienda con una storia che va avanti da sei generazioni e che può sostenere di essere il più grande fornitore di tartufi del mondo, con circa 18 mila “cacciatori” di tartufo, che cavano questo delizioso fungo ipogeo soprattutto in Italia, Francia, Spagna ed Australia. Urbani Tartufi è un’azienda che non mi è sconosciuta, sono solito utilizzare alcuni dei loro prodotti quando cucino ed è stato emozionante quando mi hanno  invitato al loro Truffle lab di New York per un “happy hour” a base di hamburger al tartufo e birra, dove ho potuto rivedere la mia amica Malini, la fatina magica del ristorante, e suo marito Yozo. Il burger al tartufo è il risultato della collaborazione tra Urbani Tartufi e Pat LaFrieda, uno se non il più noto fornitore di carne degli Stati Uniti. Il loro hamburger è fatto con spalla, punta di petto e costato di manzo e contiene veri pezzi di tartufo nero pregiato. In questo modo non si avverte quel sapore di tartufo forte, spesso artificiale o realizzato con qualche goccia di olio al tartufo, ma si gusta il vero tartufo nero e il risultato è fenomenale!

Gli hamburger sono stati preparati dagli chef di City Cooking West End, che propongono, tra gli altri, corsi di cucina al TruffleLab Urbani, l’Accademia del Tartufo americana, un ambiente perfetto per gli amanti del cibo. Abbiamo anche provato la burrata al tartufo Urbani, molto buona, cremosa e con un bel pizzico di tartufo. Ho anche provato le patatine fritte al tartufo accompagnate da una Mostarda al Tartufo Urbani e dal Ketchup al Tartufo Urbani, un’elegante e deliziosa rivisitazione delle salse classiche che conosciamo. Devo anche menzionare con particolare attenzione la loro salsa Chili al Tartufo che ho provato su un hamburger, superlativa e non piccante. L’evento è stato sponsorizzato da La Birra di Meni, una birra italiana proveniente da Cavasso Nuovo. Ho provato la loro “Siriviela”, una birra bionda leggera che ha un bel colore e un sapore delizioso. Sappiate che le loro birre sono fatte con tutti ingredienti naturali e non sono filtrate.

È stato proprio un grande evento: il cibo era delizioso. Ho capito che in termini di qualità, il tartufo invernale è migliore di quello estivo e che il tartufo bianco, più raro del nero ed anche molto più costoso, ha un sapore più intenso. Fino a qualche tempo fa era necessario recarsi in un ristorante di alta classe per poter assaporare il tartufo, ma negli ultimi anni sempre più ristoranti stanno offrendo piatti a base di tartufo anche perché il nome stesso di questo pregiato fungo ipogeo è una buona giustificazione per alzare i prezzi. Fortunatamente, ci sono aziende come Urbani tartufi e Pat La Frieda che promuovono le materie prime di alta qualità. Spero che molti ristoranti serviranno nei loro menù questi sublimi hamburger al tartufo, nel frattempo, se state cercando i prodotti Urbani, potete trovarli nei migliori negozi di alimentari, Eataly o anche FreshDirect (questi due sono dove acquisto io i prodotti Urbani). Ancora più facile è visitare il loro sito internet con lo shop online». Leggi l’articolo completo su www.ijustwanttoeat.com.