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Giovedì 14 novembre 2019, presso l’headquarter di Urbani Tartufi, si è svolto — davanti a oltre trecento partecipanti — il convegno Coltiviamo il futuro. Tartuficoltura 4.0. Un incontro voluto da Urbani Tartufi per presentare la collaborazione fra TruffleLand e Banca di Credito Cooperativo di Spello e Bettona. Infatti, grazie a questa sinergia, chi sceglierà di investire in tartuficoltura, attraverso i mezzi e la professionalità dell’azienda TruffleLand (specializzata in piante micorizzate e coltivazione di tartufo), potrà accedere a finanziamenti agevolati a copertura dell’intero investimento.

Come ha spiegato il direttore generale di BCC, dott. Maurizio Del Savio, la Banca metterà a disposizione di chi sceglie di investire nella «più redditizia forma di agricoltura», finanziamenti dai 5mila ai 50mila € (con tasso d’interesse fisso al 3%). I piani di ammortamento pensati per questo tipo di investimento tengono conto della tipologia di coltivazione. I primi cinque anni, infatti, sarà istituita una fase di preammortamento nella quale la rata sarà costituita meramente dalla quota interessi. Dal sesto al decimo anno, periodo nel quale la produzione di tartufi inizierà a dare frutti regolari, l’ammortamento sarà completo di quota capitale e quota interessi.

Per quanto concerne ulteriori forme di finanziamento per la tartuficoltura, il dott. Ugo Giannantoni dello Studio Tecnico Agronomico Giannantoni, partner da decenni dell’azienda Urbani Tartufi, ha esposto alcune delle misure presenti nel PSR 2014-2020 di cui si stanno concludendo gli interventi. Auspicando un’attenta valutazione al tema tartuficoltura nel prossimo PSR che sarà dibattuto e scritto nei prossimi mesi. In ogni caso, il consiglio di un tecnico esperto come Ugo Giannantoni, a chiunque voglia investire in tartuficoltura, e soprattutto alla luce di quanto sta facendo e farà l’azienda umbra in collaborazione alla BCC di Spello e Bettona, è quello di non attendere. La tartuficoltura, infatti, vive un periodo di grande espansione e ogni nuova piantagione — come hanno spiegato i tecnici di TruffleLand, dott. Riccardo Cesari e dott. Marco Dominici — ha bisogno di alcuni anni prima di entrare in produzione dopo essere stata messa in campo (passano dai 4 ai 6 anni prima che una piantagione inizi a produrre regolarmente tartufi). I due tecnici agronomi di TruffleLand hanno inoltre illustrato quali sono le principali tappe da seguire per l’installazione di una piantagione, elencando le metodologie di lavorazione all’interno del vivaio, e ciò che è incluso nell’acquisto delle piantine, sottolineando la fornitura dei servizi di assistenza collegati e garantiti.

Il convegno, inoltre, è stata l’occasione per fare il punto sulla ricerca scientifica legata al mondo del tartufo. La prof.ssa Alessandra Zambonelli dell’Università di Bologna e il prof. Andrea Vannini dell’Università della Tuscia, hanno raccontato della diffusione della tartuficoltura nel mondo e quali sono alcune tecniche utilizzate per favorire la crescita di tartufi. La ricerca relativa alla micorizzazione delle piante è in grande evoluzione; la riuscita dell’attecchimento delle spore di tartufo all’apparato radicale delle piante coltivate nel vivaio di TruffleLand, si perfeziona ogni volta di più, raggiungendo standard incredibili solo qualche anno fa.

Del resto, come ha detto Olga Urbani in apertura di convegno, accogliendo la platea e gli ospiti nel “mondo Urbani”, lo scopo di TruffleLand è «creare la pianta perfetta che ci permetta di dare nuova vita al tartufo italiano di grande qualità». Concetto poi ribadito da Francesco Loreti Urbani che del sogno TruffleLand, insieme a suo fratello Luca, è il grande ispiratore iniziale. Rendere reale questo sogno è certamente una sfida. Una sfida per il futuro che si sta, però, già avverando nel presente, grazie allo studio, la ricerca, la passione per il mondo del tartufo, e le profonde radici su cui vive l’azienda leader del mercato del tartufo nel mondo: Urbani Tartufi.