Raccontiamo il tartufo


Nato da un’idea e da un lavoro incessante di ricerca di Olga Urbani, il Museo del Tartufo Urbani si trova nel cuore di Scheggino, piccolo comune umbro di 488 abitanti, famoso nel mondo grazie al tartufo Urbani. Il museo, intitolato alla memoria di Paolo Urbani in seguito alla sua scomparsa avvenuta due anni prima, aperto al pubblico nel marzo del 2012, non è il classico museo monotematico bensì un vero e proprio museo da “vivere”. Difatti, il museo dà al visitatore la possibilità di entrare concretamente nel mondo del tartufo e, al contempo, nella memoria della famiglia Urbani.
Il museo non vuole solo essere la celebrazione della magia dell’oro nero della Valnerina, ma anche la storia dei suoi custodi centenari che, attraverso cinque generazioni, hanno trasformato il tartufo in un simbolo che identifica un territorio, un brand prezioso del Made in Italy, reso famoso dal marchio Urbani Tartufi in tutto il mondo. La scelta dei locali museali non è stata casuale, il museo si trova in quello che è stato il primo stabilimento Urbani, fondato da Paolo Urbani alla fine del XIX secolo nella propria abitazione. Il museo racchiude la storia della famiglia Urbani, imprenditori che hanno fatto del tartufo uno stile di vita.

Di grande interesse le testimonianze scritte di quella voglia di non sentirsi mai arrivati: fatture scritte a mano, telegrammi e lettere anche personali ricevute dagli Stati Uniti da parte di un ramo della famiglia Urbani, che vi si era trasferita per diffondere la cultura del tartufo a quel tempo sconosciuta e, soprattutto, tentare di venderlo oltreoceano. Tanti gli oggetti utilizzati nel passato, come ad esempio i primi lavatoi a mano improvvisati nella casa-azienda di Carlo Urbani e di sua moglie Olga, fino alla lettera di ringraziamento
del presidente Ronald Reagan per quel 1,100 chili di tartufo inviato dai fratelli Bruno e Paolo.
Un museo che, dai primi passi mossi dalla famiglia Urbani nel passato, arriva fino alla “Confraternita del Tartufo”, nata negli anni ’80, e al riconoscimento del Cavalierato del Lavoro a Paolo Urbani nel 1996. All’interno del Museo cento anni della storia Urbani, dagli inizi dell’attività fino ad arrivare ai progressi compiuti nella lavorazione e nella commercializzazione del tartufo. Museo già da anni idealmente concepito in un “magazzino”, contenente vecchi macchinari, attrezzi e strumenti di lavoro non più utilizzati ma, gelosamente custoditi insieme alle numerose immagini in bianco e nero. Preziosi frammenti di un passato che continua a vivere ancora oggi, grazie alla nostra memoria e, soprattutto, a tutte quelle persone che hanno tracciato la storia di un’azienda.

URBANI ART AND FOODWARE – Come ogni museo, una piccola boutique mette a disposizione dei visitatori la possibilità di acquistare tartufi freschi, conservati, numerosi prodotti al tartufo, funghi porcini secchi e surgelati di qualità introvabile.

IL MUSEO PER LE SCUOLE – I dirigenti scolastici, i docenti coordinatori e gli insegnanti di tutte le scuole, da quelle dell’infanzia fino agli istituti secondari, interessati a conoscere la validità didattica del Museo del Tartufo, sono invitati ad incontri che offrono agli studenti una corretta, ed insieme, accattivante fruizione dell’istituzione museale di Scheggino.

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